
“Dovresti scriverci un libro, sulle tue avventure con Trenitalia“. Me lo hanno già detto in molti, in questi quattro anni da pendolare (che diventano nove se conto anche gli anni dell’università a Pavia).
Scrivere un libro è ben oltre le mie possibilità, ma dedicare una rubrica del mio ritrovato blog alle mille peripezie cui mi obbliga la rete ferroviaria italiana è un atto dovuto. Ieri è andata bene: 10 minuti di ritardo all’andata, 15 al ritorno. Certo, c’è stato quel problemino delle carrozze senza riscaldamento la mattina, con conseguente affollamento nel mio vagone di Viaggiatori Occasionali…Ah, i Viaggiatori Occasionali! Croce e delizia di tutti i Pendolari Perenni!
Un Viaggiatore Occasionale (d’ora in avanti VO) è colui che prende il treno per due ragioni principali:
- viaggio, gita scolastica, corso di aggiornamento
- visita medica, visita ad un malato
Anche i Pendolari Stagionali (per lo più studenti) alle prime uscite sono VO, ma sono giovani ed imparano in fretta la difficile arte della sopravvivenza su rotaia.
Il VO, no. Il VO non sa, e non sa di non sapere. Il VO peggiore, pontifica anche. Tronfio del suo borsone da viaggio (che accomoda sul sedile invece che sull’apposita cappelliera) dispensa ai suoi compagni di viaggio utili informazioni del tutto inattendibili sulle stazioni che attraversa durante il viaggio. Il tipico errore in cui li sento cadere sulla mia linea riguarda Rogoredo e Lambrate: “perché così tanti scendono qui invece che a Milano?“. Il fatto che una città come il capoluogo lombardo possa avere più stazioni è davvero difficile per un VO alle prime armi. Inoltre il VO ha una straordinaria capacità di dilatare o restringere i tempi del viaggio a suo piacimento: inizia a mettersi il cappotto a Voghera per scendere a Milano, ma soprattutto crede al controllore che, con il treno fermo in mezzo alla campagna, dice “Fra 10 minuti ripartiamo” (alle promesse dei controllori dovrò dedicare un apposito capitolo). Non c’è niente da ridere, non chiamare tua zia per dire che tra poco sarai a Genova, davvero.
A rendere così sconcertante un Viaggiatore Occasionale è proprio la sua cieca fiducia in Trenitalia. Magari ha fatto qualche viaggio sul Frecciarossa per andare dai parenti quest’estate, e si ritrova così a cercare una toilette funzionante sul regionale Asti-Milano o si aspetta che il 25 luglio l’aria condizionata funzioni. E con quella sua innocenza mista a incoscienza, salta su un treno senza controllare a casa le coincidenze e chiede a te, che “la sai più lunga della media nazionale” (cit.), se c’è qualche treno da Bressana Bottarone a Pizzo Calabro in serata.
Rimane da dire che il VO è l’unico che ancora si prenda la briga di scambiare due parole cortesi con il proprio vicino di sedile, al contrario di noi freddi e temprati (dal freddo, dal caldo torrido, dai ritardi cronici, dai treni che scompaiono dai tabelloni, dalle coincidenze che saltano) Pendolari Perenni, che di solito proferiamo verbo con un nostro simile solo per lamentarci di Trenitalia dopo 45 minuti fermi nel nulla.
















[...] mia doppia natura umanistico-informatica…e anche – non guasta - così utile per una pendolare che ama leggere e non si fa spaventare dalla mole dei libri che [...]