Come molti italiani, a Natale sono diventata mamma di un Kindle nuovo fiammante nella sua custodia di pelle fucsia, graditissimo e altrettanto sperato regalo della mia dolce metà. Chimatemi pure geek (non mi offendo, anzi!), ma non potevo rimanere insensibile ad un prodotto così carino, così tecnologico, così affine alla mia doppia natura umanistico-informatica…e anche – non guasta -  così utile per una pendolare che ama leggere e non si fa spaventare dalla mole dei libri che compra.

Complici le vacanze di Natale, mi sono subito prodigata di attenzioni verso il mio nuovo amichetto tech e di fucsia vestito (sì, il mio Kindle è un po’ glam). Ancora seduta davanti all’albero di Natale, l’ho collegato alla rete wi-fi, l’ho collegato al mio account Amazon; nel giro di un’ora avevo già una quindicina di ebook.
Il primordiale istinto è stato quello di scaricarmi l’opera omnia di F.S. Fitzgerald, il mio vate letterario. Per fortuna sono solo cinque romanzi, che ovviamente già posseggo in versione cartacea e che ho già letto più volte. Ma non mi sembrava giusto che fosse qualcun’altro ad occupare i primi KB del mio nuovo gingillo; per salvare le apparenze, ho optato per la versione in lingua originale, che mi mancava. Se avete già comprato ebook, lo sapete: cercando testi in inglese è tutto più facile. E ritrovarmi una copia de “The Great Gastby” a 0,49€ mi ha fatto immediatamente assaporare l’ebrezza dell’editoria digitale. Sempre restando sotto la soglia di 2€ di spesa, sono riuscita a “portarmi” a casa altri classici per la mia storia di lettrice e che ancora mancavano nella mia biblioteca ( ho traslocato da solo un anno, e i libri “storici” sono rimasti a mio padre): Jane Eyre, Cime Tempestose e Il Giardino Segreto (in versione originale), per citarne alcuni.

Ottima e mutuata da Apple, è proprio la soluzione di uno Store dedicato ed integrato, dove è possibile comprare contenuti con un singolo click da un database nutrito e aggiornato, quello che fa di Kindle una macchina da guerra. Tuttavia, ben presto ci si accorge che, da solo, il Kindle Store non può bastare se si cercano testi non recenti. Così, come ogni guida sui primi approcci a Kindle suggerisce, ho installato sul mio computer Calibre, il corrispettivo di iTunes, per gestire una libreria di backup dei miei ebook sul computer e per avere accesso ad un efficiente motore di ricerca che scandaglia decine di database pubblici di ebook, molti dei quali gratuiti.

Nel giro di una settimana, mi sono iscritta anche a Instapaper, altro celeberrimo servizio che permette di registrare intere pagine web e di fare in modo che vengano automaticamente recapitate in versione testuale al nostro amato Kindle, per leggerle comodamente anche quando non si è al computer o non si ha accesso alla rete.

Chiudo la mia dichiarazione di amore all’ebook reader di Amazon con una curiosità: vi siete mai chiesti quale sia il significato della parola “kindle“? L’origine del termine è una termine del norvegese antico, “kyndill“, che siginifica “candela”; il verbo to kindle viene così ad identificare l’azione di illuminare o dare alle fiamme qualcosa, suscitare, fare diventare o diventare luminosi. Un’associazione tra libri e fuoco che si ritrova anche in letteraturanientepopodimenoche Voltaire scrive infatti che “Le informazioni che troviamo nel libri sono come fuoco. Lo prendiamo dai nostri vicini di casa, lo si accende a casa, lo comunichiamo agli altri e diventa di tutti” (Fonte: Printmag.com).

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