“Chi mi conosce, lo sa”: ascolto i Bon Jovi da quando facevo seconda elementare. Vent’anni di onorata carriera di fan, coronata ieri sera dal mio primo concerto della band a Milano, nella spettacolare cornice di San Siro, tutta addobbata a stelle e strisce.

Come potete immaginare, non sono in grado di fare una recensione oggettiva del live, così come non sono mai stata oggettiva nel mio amore per Jon e compagni; il primo amore musicale non si giudica mai, si rivive sempre con nostalgia e affetto.

Bon Jovi a Milano, San Siro 29 Giugno 2013

Ieri sera, sulle curve e sul prato di San Siro, ci siamo sentiti tutti un po’ più vecchi (tranne Jon, inarrestabile) perché, calendario alla mano, i Bon Jovi festeggiano quest’anno i 30 anni di carriera, degnamente celebrati da una meravigliosa coreografia di bandire americane e italiane che ha commosso anche la band.

Così ieri sera c’erano le ventenni degli anni ’80 con figli adolescenti al seguito, e noi (quasi) trentenni che Bon Jovi lo abbiamo scoperto nel ’94, glorioso anno di “Always” che Jon ha infatti intonato su richiesta del pubblico.

In mezzo, nastri di cassetta consumati a consumarci ascoltando le ballad più famose (come “In These Arms” – su cui infatti ieri sera ho avuto un attimo di cedimento emotivo – e “This ain’t a love song“) e ad esaltarci per i rockettoni cotonati alla “Bad Medicine“, “You Give Love a Bad Name“, “Raise Your Hands“. Ore e ore e ore di ascolto finalmente concretizzati in live epico, con i 50.000 di San Siro a sgolarsi dall’inizio alla fine.

E quale tipo di oggettività si può avere, mentre tutti urlano “Livin’ on a Prayer“? Sono sembrati travolgenti anche i brani tratti da “The Circle“.

Serata fantastica, punto.

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